Soriano nel Cimino


Palazzo Madruzzo/Papacqua

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Sulle pendici del Monte Cimino il borgo medievale di Soriano nel Cimino si sviluppa attorno a Castello Orsini (XIII sec.) ed è costituito da piccole palazzine e stradine ripide. Tutto attorno, la parte rinascimentale circonda la collina trovando la sua massima espressione in Palazzo Madruzzo.
Palazzo Madruzzo rappresenta la parte più antica del complesso di Palazzo Chigi-Albani di Soriano nel Cimino costituendo, assieme alla Fonte Papacqua, il nucleo originale del Palazzo. 
La residenza fu fatta edificare dal cardinale Cristoforo Madruzzo assieme alla celebre fonte tra il 1561 ed il 1568 dopo aver ricevuto in dono il feudo di Soriano, l’anno precedente, come ricompensa per aver ospitato il Concilio di Trento.
Il Cardinale si impegnò, con la realizzazione di questi edifici, a tenere il passo con i vicini Gianfrancesco Gambara, Vicino Orsini ed Alessandro Farnese che in quegli stessi anni stava edificando i loro magnifici palazzi (rispettivamente, Villa Lante a Bagnaia, Palazzo Orsini a Bomarzo, Palazzo Farnese a Caprarola).
Successivamente nel 1715 il feudo di Soriano fu acquistato dagli Albani che provvidero alle ultime fasi dei lavori, per poi, durante la prima metà del XIX secolo, essere assegnato ad Agostino Chigi, discendente degli Albani.
Oggi, dopo l’abbandono durato diversi decenni, a piccoli passi questa magnifica residenza rinascimentale inizia a riprendere vita grazie ai restauri iniziati dal Comune di Soriano nel Cimino e ai volontari di Soriano Terzo Millennio Onlus, e alle rievocazioni storiche organizzate dal Rione Papacqua.


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Fonte Papacqua

Appena fuori la porta di Palazzo Madruzzo si trova il fulcro centrale del monumentale complesso di fonti e giochi d’acqua che decorano la grande terrazza d’ingresso al Palazzo.
Sulla parete di fondo la grandiosa composizione centrale mette in scena figure e tematiche assai distanti dalle consuete rappresentazioni cristiane; al centro vediamo infatti rappresentata una grandissima figura di una faunessa (o satira) che, stesa sensualmente su un appoggio naturale, in una posa che ci riporta agli esempi delle sculture romane del II d.C. (come la celebre statua del Nilo di fine II d.C.)  con tre bambini addosso, uno proprio al di sotto del ventre, sopra la spalla destra e l’ultimo vicino al seno.
Numerose e varie sono le figure attorno; a sinistra spicca la figura in rilievo di un Pan barbuto e dai tratti somatici che ricordano le sculture arcaiche orientaleggianti nell’atto di sollevare con la mano destra una pelle animale (mentre probabilmente compie il gesto dell’aposkopein, ossia il guardare lontano); al di sopra di Pan vediamo invece inserito entro  uno scenario roccioso rievocante una grotta, un fauno in procinto di suonare una siringa; a destra della figura di Pan lo sfondo prosegue con la rappresentazione di un serpente avvolto ad un robusto albero, motivo che oltre a richiamare il tema del peccato originario, in questa cornice potrebbe riferirsi al tema classico dell’albero delle Esperidi e del drago posto a protezione dei preziosi frutti di puro oro; continuando sulla destra si susseguono la rappresentazione di tre di capre, animali tradizionalmente collegati ai satiri e la figura di un gufo, anch’esso leggibile sia in chiave cristiana che classica e di un satiro sorridente. Degne di nota sono infine le  altre rappresentazioni di animali (rana, chiocciola e tartaruga) anche queste certamente leggibili in chiave religiosa ed esoterica e le suggestive incisioni dritte e oblique sulla base del gruppo scultoreo. 


Pan


Faunessa


Satiro ridente

Il complesso centrale della Faunessa è preceduto da una lunga vasca longitudinale decorata sul fronte da metope e triglifi; sopra di questa l’acqua fuoriesce dalle bocche di quindici rilievi raffiguranti volti umani con espressioni grottesche ed intervallati a cinque elementi a cascatella con mascherone sovrastante.
Sulla parete sovrastante la vasca sono inoltre inseriti due frammenti marmorei entro cornici circolari, entrambi d’età Romana (inseriti successivamente nel 1715, durante l’edificazione da parte della famiglia Albani delle Scuderie).

Terminata la vasca longitudinale, poco prima del complesso scultoreo della Faunessa troviamo il gruppo scultoreo della “Fontana di Mosè”.
Qui, entro una nicchia con cornice circolare la figura di Mosè dalla fluente fluente barba ispirato al modello michelangiolesco e non molto diverso dal Pan poco distante, nell’atto di compiere il miracolo che fece sgorgare l’acqua dalla pietra per dissetare il popolo assetato. La figura di Mosè appare circondata da numerose figure, tra cui la figura del fratello Aronne in abito da viaggio ed una serie di uomini tra cui probabilmente un ritratto di Cristoforo Madruzzo stesso, e del suo stretto amico il Cardinale Alessandro Farnese (nipote di Paolo III).

La monumentale fonte è conclusa infine dalle rappresentazioni delle Quattro Stagioni con relativi attributi entro nicchie.
Sulla facciata di Palazzo Madruzzo Autunno e Inverno, sulla parete opposta Estate e Primavera. 
Degna di nota è la rappresentazione di Estate, raffigurata come una figura classica semi nuda mentre tocca un fascio di spighe che fuoriescono da una cornucopia sorretta da un fanciullo nudo.


Le Fontane Cinquecentesche di Papacqua e il Cardinal Cristoforo Madruzzo
(I Parte)

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Le Fontane Cinquecentesche di Papacqua e il Cardinal Cristoforo Madruzzo
(II Parte)

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La Confraternita della Misericordia

La Confraternita della Misericordia, la cui fondazione risale al 1538 celebra ogni anno alla fine di agosto la Madonna della Misericordia con una processione alla quale partecipano anche le confraternite gemellate. La processione che accompagna l’immagine della Madonna, partendo dalla Chiesa della Misericordia, attraversa le strade di Soriano nel Cimino passando davanti alle sue principali chiese. Infine, i facchini mostrano la loro devozione con un ultimo sforzo che prevede di far compiere tre giri all’immagine sacra e di percorrere la salita finale a passo di corsa.



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