Lago di Bolsena

Lago di Bolsena, l’ombelico del mondo Etrusco.
Il lago di origine vulcanica più grande d’Europa è nella Tuscia.
Fu frequentato ininterrottamente fin dalla fine del Neolitico, con una serie di villaggi su palafitte, e successivamente, durante l’epoca etrusca, sorsero almeno quattro centri abitati (Visentum, Grotte di Castro, Cornossa, Bolsena).

Il lago con le sue peculiarità, in primis la sua origine vulcanica e pertanto la sua vicinanza al “mondo sotterraneo”, così come quella d’essere un grande specchio d’acqua circondato da alture e quindi punti di riferimento per l’osservazione del cielo e dei confini (in particolare Monte Rosso, Monte Becco, Poggio Rota e Monte Citerna), quasi certamente fu scelto come luogo sacro di venerazione e sacralità, un luogo dove poter entrare in contatto con i diversi elementi naturali ed avere una visione integrale degli astri.


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Bolsena (Mura)

A partire dalla metà del 900′ sono stati scoperti numerosi tratti delle antiche mura ciclopiche della Bolsena Etrusca.
La scoperta di queste imponenti tracce dell’antica cinta muraria ha portato gli studiosi a formulare diverse ipotesi relative l’importanza dell’abitato di Bolsena in età Etrusco-Romana.
L’ipotesi maggiormente condivisa è quella che ipotizza che la città etrusca di Bolsena fosse stata in passato Volsinii Novii dove gli abitanti di Velzna, l’attuale Orvieto, in seguito alla  sconfitta contro Roma nel 264 a.C. sarebbero fuggiti.
L’ipotesi alternativa invece colloca fin dalle origini a Bolsena l’antica ed importantissima città di Velzna sia per l’importanza delle sue mura che per la vicinanza ad un elemento naturale importante come il Lago vulcanico di Bolsena probabile sede, per le sue caratteristiche del misterioso Fanum Voltumnae (il Centro Sacro federale di tutte le polis Etrusche). 
Tornando alla prima ipotesi c’è però da dire, come osserva Stephan Steingräber, che Orvieto, dalla cima del suo altopiano tufaceo, a differenza di Bolsena, rimane affine alle scelte difensive tipiche dei più antichi abitati Etruschi e in tal senso, è sempre dalla Orvieto Etrusca che provengono ad oggi i reperti archeologici più antichi che testimoniano inoltre un intensa attività produttiva in Età Arcaica; vi è inoltre un coincidenza visibile tra la fine delle testimonianze archeologiche provenienti da Orvieto e l’inizio di quelle ritrovate a Bolsena di età Ellenistico-Romana; infine un elemento importante come la presenza del Lago di Bolsena, non viene mai citato nelle fonti antiche quando si parla di Velzna.
C’è però infine da dire anche che le recenti scoperte del tracciato murario di Bolsena in Via Pescara hanno nuovamente fatto ipotizzare una datazione precedente alla Romanizzazione, (IV-V a.C.) e che la presenza di imponenti opere di fortificazione attorno Velzna è ribadita nella testimonianza del cronista bizantino Zonara nel XII sec. ma che ad Orvieto non abbiamo tracce di antiche fortificazioni.

In più punti dei grandi blocchi di tufo delle mura di Bolsena appaiono incisi lettere e simboli in grafia etrusca, la presenza di questi simboli inoltre, non si limita solo alle tracce murarie ma anche a diversi edifici in tufo riportati alla luce, tra cui “Un pavimento a grandi lastroni di tufo, con sopra qualche segno di lettera etrusca” [Gamburrini Notizie Scavi] in un località chiamata Poggetto indagata nel 1882.
Ad oggi sono emersi una decina di blocchi di tufo con incisa una o più lettere (fino a 3), una trentina con sopra rappresentati simboli di varie forme ed una ventina di conci che recano lettere e anche segni.
La presenza dei segni e delle lettere al di sopra dei massi delle cinte murarie non rappresenta un unicum a Bolsena e trova altri esempi di età Ellenistica sparsi per la Magna Grecia tra cui le “Mura Serviane” di Roma,  le mura di Napoli e Reggio, ed è ormai generalmente accettata l’ipotesi di marchi di marchi di cava incisi al momento del taglio del blocco; considerate inoltre le affinità tra il sistema difensivo della Bolsena Etrusca, quello delle Mura Serviane e degli altri centri della Magna Grecia, è assai probabile che all’erezione abbiano partecipato anche maestranze e architetti della Magna Grecia.


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